Il corpo di Giachetti

Come Renato Zero, si propone l’on. Roberto Giachetti (Pd): “Mi vendo”. All’informazione che, dice, sennò il suo prodotto (cento e passa giorni di sciopero della fame, con pausa di venti, diciotto chili persi, totale solitudine: Fini ha chiamato cortese, Bersani no) non compra. Pronto a contattare trans, a mollare finte bustarelle, a farsi visitatore di siti porno. Ha messo in rete persino le foto “del mio corpicino smagrito”, sperando, in un lampo di anatomica pazzia, di piazzarle: nessuno le ha richieste.
19 AGO 20
Immagine di Il corpo di Giachetti
Come Renato Zero, si propone l’on. Roberto Giachetti (Pd): “Mi vendo”. All’informazione che, dice, sennò il suo prodotto (cento e passa giorni di sciopero della fame, con pausa di venti, diciotto chili persi, totale solitudine: Fini ha chiamato cortese, Bersani no) non compra. Pronto a contattare trans, a mollare finte bustarelle, a farsi visitatore di siti porno. Ha messo in rete persino le foto “del mio corpicino smagrito”, sperando, in un lampo di anatomica pazzia, di piazzarle: nessuno le ha richieste. Vaga per il Transatlantico a pelle e ossa ridotto, a quasi fantasma shakespeariano, con l’occhio pesto e attento allo scatto di uno dei tre cappuccini quotidiani – e il sorrisino malizioso e di compatimento di (quasi) tutti i colleghi – che a giorni o a sensibilità, lo qualificano come “er mejo”, o più spesso come “er cojone” – quello professionalmente dubbioso dei baristi alla buvette.
Antica arma da antica militanza radicale, quella giachettiana, generosa eppur (pare) fatalmente noiosa – così che a costringere i pantaloni a calare, la cinta a stringersi all’ultimo bottone, gli occhiali a pendere su guance smunte, è la battaglia per un nobile ma certo sonnolento (la nobiltà con la sonnolenza spesso si somma: di questo il prosciugamento corporale dell’on. reca testimonianza, questo il disinteresse di tv e stampa e della colleganza parlamentare all’unanimità ratifica) obiettivo: una nuova legge elettorale, come tutti vogliono, come tutti giurano di volere, come la Consulta ha chiesto di fare – ma che nessuno fa, pur se tutti promettono di fare: e in un video, il digiunatore, legge i titoli delle agenzie degli ultimi mesi con le dichiarazioni dei politici che danno per fatta la cosa – dura esattamente un’ora: un filmato degno di un festival romano der cinema.
Così, disperato, l’on. si “vende” – cosa da “politica lercia”, sperando di guadagnare attenzione alla causa. Ma neanche l’arma estrema ha funzionato, neanche il richiamo al trans che pure sempre un titolo attizza. Ma parlarne o non parlarne (a parte il merito per il deputato pd) fa poi differenza? Di nuova legge elettorale si sgolano tutti, ma evapora sempre più la sua prospettiva: quasi come nel silenzio il corpo spettrale dell’on. Giachetti – metafora pazzotica e però perfetta.